Air Quotes

Entertainment blog by Alessandra De Tommasi

About the blog

LA GENESI DI AIR QUOTES

Quando mi sono resa conto che il mio nome, Ale, in inglese è sinonimo di birra ho pensato subito ad un gioco di parole alcolico per inaugurare il blog. Sembrava appropriato per una che da bambina faceva merenda con i biscotti fatti in casa inzuppati nell’acqua e vermouth e ha scoperto solo vent’anni dopo che l’usanza non era poi così diffusa tra i coetanei. Ma no, non poteva funzionare: sono praticamente astemia e quando ho visitato il museo della Guinness a Dublino ho regalato i miei bottoncini per le degustazioni omaggio al primo sconosciuto incrociato in fila.

Poi un caro amico ha avuto un’idea pazzesca: A league of HER own, parafrasando il titolo del film di Madonna Ragazze vincenti (in originale il titolo è “A league of their own”). Ma ho pensato all’incubo che sarebbe stato fare lo spelling e spiegare ogni volta il gioco di parole a chi non avesse mai visto la popstar in gonnella su un campo di football americano.

È arrivato allora il delirio cinematografico da cui è spuntato un News, Actually in onore alla danza di Hugh Grant in versione primo ministro in “Love, Actually”. Bocciato anche quello, è stato il turno dell’omaggio alla
serie erede di Sex and the City, The Bold Type, con un gioco di parole tra il significato letterale (grassetto) e quello figurato (una tipa coraggiosa), mescolato al richiamo alla serie. E se fosse The A Type, una sorta di rivendicazione d’identità con l’iniziale del nome? Macché, un amico di
Chicago mi ha fatto notare che definirsi alpha (donna o uomo, fa poca differenza) non è mai una buona idea. Meglio delfino che squalo, insomma: concetto afferrato.

Il turno successivo di idee si è orientato verso una dichiarazione d’intenti piuttosto forte, passando per Write aloud e Write along, fino all’estremo suggerimento Write or die. Calma, qui non siamo mica inviati di guerra, al massimo si sgomita sul red carpet per mettere il microfono più vicino all’ospite di turno.

Ed ecco riaffiorare alcune lezioni universitarie, quelle in cui ti raccontano che il Bacio Perugina si chiamava Cazzotto e t’intimano a pensarci due volte prima di affidarti ad un nome altisonante. Facciamola semplice: se la Nike ha un baffo e Salvador Dalì ha colorato i Chupa Chups allora saltiamo i
convenevoli e arriviamo al punto. Anzi alle virgolette (Air Quotes, appunto), che indicano le dichiarazioni preziose e delicato, spesso sussurrate come confidenze, che qualcuno affida ad un giornalista perché ne faccia tesoro e le riporti alla lettera. Ecco fatto: fase uno completata.

Come incorniciarle allora con un effetto visivo? Magari facendole sbucare da una macchina da scrivere, infiocchettandole in uno stemma rinascimentale o trasformandole in note… Le opzioni sarebbero state infinite, ma la scelta si è presto ridotta al tratto distintivo a cui sono sempre ricorsa quando per qualche motivo avevo un incontro con chi non mi aveva mai visto dal vivo. “Sono la ragazza con gli occhiali bianchi”: per molto tempo ha funzionato, almeno finché ne ho rotte due paia di seguito e il modello è andato fuori produzione. Ora sono lilla, ma il concetto non cambia: queste lenti filtrano la mia visione del mondo, a volte
abbellendola di speranza, altre offuscandola con quale barlume di cinismo. Non pretendo affatto che veicolino la verità ma potrebbe essere divertente guardarla insieme.

Lo sguardo si posa sempre più spesso sui festival, questi raduni a volte surreali di creatività, che offrono sempre spunti esilaranti per racconti ancora più bizzarri della fantascienza stessa. Vaga dalle serie tv internazionali, il mio primo e più grande amore, al cinema, passando per teatro, libri, musica, viaggi, lifestyle, ma soprattutto incontri. Perché le parole hanno un peso, certo, ma racchiudono anche una meraviglia tutta da scoprire, custodire e condividere.