Non esiste periodo più suggestivo del Capodanno cinese per visitare Macao, una perla incastonata nel cuore dell’Asia, finora ribattezzata “Las Vegas dell’Est” ma che dimostra di aver molto, molto altro da offrire…

“Macao? E dove si trova?”: chi ha avuto un improvviso vuoto geografico su questa destinazione può star tranquillo. È successo anche a me appena mi è stato proposto il viaggio, mentre qualcuno, scrollando le spalle con finta modestia, mi ha detto: “Lo sanno tutti, è la Las Vegas dell’Est”. Dopo quasi due settimane in questo gioiellino nel cuore dell’Asia, ho capito che la definizione è giusta, sì, ma imprecisa e non solo perché qui gli incassi dei 40 casino sono 7 volte quelli della cugina americana. C’è molto, molto altro da scoprire in quest’angolo della Cina, paradiso fiscale e porto franco, così vicina eppure così lontana dal suo stesso popolo soprattutto per capire come mai regna al secondo posto nella classifica mondiale dei luoghi dove si vive più a lungo.

NO RUSH!

All’inizio si fa un po’ fatica a comunicare – a meno che non si conosca il cantonese – ma basta poco per capire che si tratta di un ostacolo facilmente superabile. Innanzitutto perché a Macao nessuno si agita, va di fretta, spintona o salta la fila. Vedetela così: quando in casa ci sono molti figli, la tavola è sempre affollata e per catturare l’attenzione dei genitori bisogna avere inventiva e pazienza, ma occorre anche tanta prudenza. Se ad attraversare la strada non ci sono i soliti cinque o dieci pedoni a cui siamo abituati, ma cinquecento, e a camminare sul marciapiede fosse in un numero tale da impedire di vedere i propri piedi, beh, allora correre e sgomitare potrebbe rendere la situazione da ordinaria a potenzialmente pericolosa. La genuina calma degli abitanti è contagiosa: dopo poche ore smetti di guardare l’orologio e segui il flusso locale, con le dovute precauzioni, tra cui ricordare che la guida è a destra (nel senso inverso del resto della Cina) e il popolo vive ancora di superstizioni.

C’ERA UNA VOLTA…
Andiamo con ordine: per raggiungere questo luogo per metà futuristico e per metà ultratradizionale si atterra ad Hong Kong per poi prendere un traghetto (per meno di un’ora) o attraversare il neonato ponte che collega le due regioni speciali della Cina, sfidando il proverbiale traffico locale. Tra i grattacieli coloratissimi si stagliano riserve naturali di raro incanto, che spesso ospitano varie specie di panda, tra cui quelli giganti e quelli rossi, che hanno un loro sito dedicato. Ultima colonia europea dell’Asia (portoghese fino a vent’anni fa), è stata riconosciuta dall’UNESCO come città creativa della gastronomia (i più golosi sono invitati a fare tappa a Lord Stow’s Bakery nel paesino di Coloane, un retaggio “dolce” dei coloni reinventato in chiave moderna) e in due decenni di autonomia ha quadruplicato il numero dei turisti, passando a 35 milioni annuali. Formata da una penisola e due isole, vanta vari primati, tra cui il bunjee jumping più alto al mondo (sei secondi di lancio per un’attesa che spesso sfiora le 3 ore). Uno dei privilegi da visitatore? Scorrazzare liberamente da un luogo all’altro d’interesse senza spendere un solo centesimo. Accanto agli autobus pubblici con biglietto, esistono infatti moltissimi pullman messi a disposizione spesso dagli alberghi principali che collegano regolarmente tutte le maggiori attrazioni del posto. Facile, veloce ed economico!

NON SOLO AZZARDO…

“Nella storia questo luogo è stato sempre punto d’incontro tra Est ed Ovest e vogliamo che l’industria culturale continui a crescere in modo tale che la zona non sia più famosa solo per il gioco d’azzardo”: con queste premesse dà il benvenuto Maria Helena De Senna Fernandes, direttrice dell’Ufficio Turistico del Governo e presidente del comitato organizzatore dell’International Film Festival & Awards di Macao. “Vantiamo una cucina fusion, una mentalità aperta e rilassata, con un passato da destinazione neutrale nelle guerre e di accoglienza di molti rifugiati. Siamo una società inclusiva e accogliente e stiamo coltivando un’industria anche cinematografica capace di valorizzare i giovani talenti per creare un’indipendenza artistica”. Il prossimo obiettivo? Un’expo semi-permamente da maggio ad ottobre dedicato all’arte locale. […]

UN CINEMA IN ASCESA

Nicolas Cage è solo l’ultima, in ordine cronologico, delle star di Hollywood che applaudono l’impegno asiatico nell’ambito cinematografico. Ambasciatore del terzo International Film Festival & Awards di Macao (IFFAM), in scena lo scorso dicembre, l’attore ha ringraziato questa giovane manifestazione perché permette un dialogo tra cultura d’Oriente e d’Occidente. Giovane sì, ma ambizioso: il progetto vuole abbattere pregiudizi, aprire gli orizzonti artisti e invitare a valori di condivisione e tolleranza.

CIRQUE DU SOLEIL “ACQUATICO” MADE IN ASIA

‘The House of dancing water’ (www.thehouseofdancingwater.com/en.html) è LO show da non perdere: nella zona City of Dreams, offre uno spettacolo che eleva all’ennesima potenza le acrobazie del Cirque du soleil ambientando la storia nell’acqua. Ballerine sulle punte in un lago ghiacciato, atlete di nuoto sincronizzato capaci di sorgere dagli abissi e poi acrobati, trapezisti e contorsionisti ma anche centauri e guerrieri: questa favola esotica rapisce per il misticismo dei colori, il coraggio dell’originalità e la magia dello scenario. Sembra di camminare tra i ciliegi in fiore per poi accovacciarsi all’ombra di un tempio per assistere ad un incanto che definire spettacolare sarebbe riduttivo. Quest’esperienza ha la capacità di farci tornare bambini.

VIVE LA FRANCE

Sulla zona francese, esattamente a ‘The Parisian Macao’, svetta una riproduzione della Torre Eiffel alta la metà dell’originale e visitabile (ha persino una pista da pattinaggio ai suoi piedi!) oltre ad una serie di spettacoli di cabaret in stile ‘Moulin Rouge’ nell’imponente teatro da 1200 posti (‘La Parisienne Cabaret Francais’). Fino al 19 febbraio vanno poi in scena i festeggiamenti per il Capodanno cinese con una suggestiva illuminazione nei colori tradizionali, oro e rosso e rosa e bianco. La festa di primavera celebra per il 2019 l’Anno del Maiale, con benedizioni di rito e la classica Lion Dance Parade.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul mensile familiare free press “Acqua & sapone”, numero di febbraio 2019 (sfoglia la rivista qui)